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Chiara Daino
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Alessandro Armosino

Genovese, classe ’61, eredita dal padre Ugo, clarinettista e sassofonista, la passione per la musica ed infatti a soli 8 anni inizia a strimpellare sulla chitarra le canzoni ascoltate alla radio o in TV.

 

L’approccio è totalmente autodidattico, in parte con l’ausilio di un vecchio prontuario degli accordi, in parte cercando di copiare quello che vede fare da un amico di famiglia, Vincenzo Fagioli, chitarrista jazz di buon livello.

 

Raggiunta l’adolescenza scopre il mondo della chitarra rock: il primo amore è Carlos Santana sui cui dischi trascorre i pomeriggi cercando di imparare ogni assolo. Arriveranno poi Jimi Hendrix, Duane Allman, Jeff Beck, Eric Clapton, ...

 

Cominciano quindi varie esperienze in scalcinate bands scolastiche a base di cover dei propri eroi musicali, ma presto si intravede un discorso artistico già più maturo con un gruppo chiamato "Kosmos", infatti quest’ultimo si cimenta esclusivamente con brani propri, ispirati al filone del rock progressivo italiano in voga in quegli anni.

 

L’acquisizione di un background tecnico/stilistico particolarmente adeguato a quel genere gli consente di entrare, benchè giovanissimo, in un gruppo in rapida ascesa: "La Terza Dimensione", i cui componenti, più anziani di lui e con diverse esperienze alle spalle, si sono orientati ad un repertorio progressive con influenze neoclassiche piuttosto originale. Purtroppo il gruppo si scioglierà nel ’81 a causa di varie questioni personali ma anche per la perdita diffusa di interesse verso un genere ormai travolto dalle ondate del punk e della new wave.

 

In quel periodo collabora spesso anche con gli "Unconditional Guaranteed", divenuti poi "Steelhammer", gruppo rock attorno al quale gravitano parecchi artisti genovesi emergenti, alcuni dei quali diventeranno in seguito piuttosto noti (Paolo Bonfanti e Carlo Denei tra gli altri).

 

Durante gli anni ’80 partecipa a varie iniziative con ex-componenti de "La Terza Dimensione" in contesti alquanto differenti (blues, rock, fusion), compresa una riunione del nucleo storico sotto il nuovo nome di "Grandangolo", con un repertorio che prende le distanze dalle esperienze precedenti per seguire altre tendenze dell’epoca (Eno, Fripp, Gabriel), ma ben presto riemergono alcune vecchie diatribe e lo scioglimento anche questa volta è inevitabile.

 

All’inizio degli anni ’90, insieme a un vecchio amico del periodo dei Kosmos, fonda i "PolySynthetic", gruppo che propone un insolito amalgama tra ballate cantautoriali e arrangiamenti techno. Tuttavia sia l’uso predominante dell’elettronica con scarso impiego della chitarra, sia la mancanza di un’impronta rock più marcata, non lo soddisfano pienamente e quindi abbandona il sodalizio.

 

Dopo un lungo periodo di inattività, durante il quale mette su famiglia, nell’estate del 2003 viene contattato da Saverio Farina e Andrea Patria, vecchi marpioni del rock genovese, che lo coinvolgono in un nuovo progetto musicale. Nasce così un gruppo chiamato "Melamara" che propone un repertorio proprio piuttosto variegato, a cavallo tra vibranti sonorità jangle pop e cantautorato nostrano, dove però  trova spazio anche la sua vena compositiva nonchè le sue incursioni solistiche di sapore rock-blues e che rappresenta oggi il suo impegno artistico principale.

 

Oltre a ciò da vari anni collabora attivamente con l’associazione culturale Metrodora (www.metrodora.net), un ente non-profit che si occupa di promuovere e supportare la scena musicale locale con l’organizzazione di eventi e manifestazioni ad essa dedicati.

 


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