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Giovedė 28 Giugno 2018
#sulacresta

CRE.STA 2018 non si fara. Nessuno ci ha detto nulla, ma questo silenzio da parte dell’assessore Serafini pare un segnale chiaro. Nonostante avesse pubblicamente dichiarato di apprezzare l’iniziativa culturale come festival di arte e musica indipendente e nonostante da settembre 2017 abbiamo cercato in ogni modo di mettere al corrente l’assessore della nostra disponibilità a dare vita all’evento, che ricordiamo è stato organizzato direttamente dal Comune. Ci abbiamo creduto e ci abbiamo provato, disposti anche ad armonizzare la programmazione con alcune esigenze della nuova amministrazione soprattutto per quanto riguarda la creazione di eventi anche pomeridiani fruibili da tutta la cittadinanza. Ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

Avremmo voluto dire tante cose all’assessora. Che Cresta e’ un festival prezioso per la citta’, unico per il suo essere indipendente e rappresentativo di diversi generi. Che e’ un evento riconosciuto e molto partecipato e insieme un progetto che ha permesso di creare un processo virtuoso e innovativo nei rapporti tra la creatività locale e l’amministrazione. Che e’ stato uno degli stimoli che ha riacceso i fari sui Giardini Baltimora, un vuoto urbano, pieno di potenzialità. Che ha attivato processi di riqualificazione urbana, ha fatto stare bene le persone, ha creato contaminazioni artistiche. Che ha fatto conoscere fuori dai confini cittadini una Genova diversa, piena di talento e di creatività sensibile.

Siamo convinti che la citta’ si debba interrogare profondamente su quello che sta succedendo a livello culturale. Una citta’ che guarda esclusivamente al turismo, al decoro e al marketing territoriale di massa, rischiando di perdere la propria identità. Genova e’ una citta’ di artisti e creativi, in cui i giovani si mettono insieme per produrre, pensare e contribuire a far crescere la collettività.

Il Festival Cresta e’ un pezzo importante dell’estate genovese, soprattutto per le nuove generazioni. Ascoltare quello che avevamo da dire e provare a riconoscere quello che i giovani artisti sanno esprimere non solo a parole ma con la musica, la danza e le arti visive, era il minimo che ci si aspettava. Purtroppo anche la semplice richiesta di ascolto è stata disattesa e ancora una volta sono i giovani a perdere, privandoli di spazi di espressione e respiro.

Firmato
Collettivo Arbusti




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