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Lunedì 27 Febbraio 2017
BLINDUR “BLINDUR”

BLINDUR

“BLINDUR”

(Etichetta La Tempesta Dischi/ distribuzione Master Music_Believe)

“Blindur” è il nome del duo composto da Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga ed è anche il titolo del loro primo intenso disco: una scelta, come quella della registrazione dal vivo in presa diretta, per fare del proprio entusiasmo e della propria sincerità un biglietto da visita.

“Blindur” arriva dopo oltre 150 concerti (in Italia, Belgio, Islanda, Francia, Germania e Irlanda), la collaborazione con Birgir Birgisson, storico fonico e produttore di Sigur Ros, e sette premi, tra cui il Premio Pierangelo Bertoli 2015, il Premio De André 2015, il Premio Buscaglione 2016 e il Premio Tempesta Dischi "Sotto il cielo di Fred". I Blindur sono stati tra i finalisti di Musicultura 2016.

Il disco dei Blindur racchiude sonorità folk, elettroniche e post rock, parole dense di significato: c’è il viaggio, la notte, l’estate che brucia, le cicatrici del passato e la positiva violenza del presente. Rappresenta quanto di più bello è emerso nel duo, in quasi tre anni di collaborazione artistica e lavoro, e undici anni d’amicizia autentica.

La grafica è totalmente costruita sull’idea della luce, nella sua forma più eclatante. Un modo per dire che la cecità non è obbligatoriamente una forma di buio, ma un possibile modo diverso d’intendere la luce. Così, l’aurora boreale, vera scenografia del progetto, non compare mai direttamente, ma si intravede nella parola scritta in copertina: "Blindur" in alfabeto Braille, scegliendo così la strada dei suoni, della parola e delle sensazioni per manifestarsi a pieno.

Una metafora e un sound perfetti per un duo che ha scelto il proprio nome dopo l’incontro con Jònsi, voce e chitarra dei Sigur Ros: essendo lui stesso cieco da un occhio, notò con tale affetto la cecità di Massimo da portare il duo a cercare la traduzione islandese della parola “cieco”, appunto “blindur”.

 

TRACKLIST

1. Aftershock

2. Canzone per Alex

3. Solo andata

4. Foto di classe

5. XI Agosto

6. Vanny

7. Imprevedibile

8. Contrometafore

9. Lunapark feat. Bruno Bavota

 

CREDITS

Tutte le canzoni sono state scritte da Massimo De Vita, tranne la traccia n.7 scritta da Carola Moccia e Massimo De Vita

 

Produzione Artistica - Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga

 

Registrato dal vivo presso:

"Gli Artigiani Studio" (Roma) da Jex Sagristano e Maurizio Loffredo;

"Le Nuvole Studio" (Cardito - Napoli) da Michelangelo Bencivenga, Massimo De Vita e Rosario Fiorenzano

 

Mix:

Birgir Jòn Birgisson presso il "Sundlaugin Studio" (Mosfellsbær - Reykjavik);

Paolo Alberta presso il "Wander Studio" (Arezzo)

 

Mastering:

Birgir Jòn Birgisson presso il "Sundlaugin Studio" (Mosfellsbær - Reykjavik);

 

Progetto Grafico e Foto di Linda Russomanno

 

Blindur sono:

Massimo De Vita - voce, chitarra acustica, grancassa, synth, loops, armonica, basso, organo farfisa, percussioni addizionali.

Michelangelo "Micki" Bencivenga - cori, banjo, chitarra elettrica, rullante, tambourine, piatti, glockenspiel

 

Inoltre hanno suonato:

Bruno Bavota (Pianoforte) e Maurizio Loffredo (Lapsteel Guitar) entrambi nella traccia 9.

 

Label: www.latempesta.org

Ufficio Stampa e promozione : www.bigtimeweb.it

Concerti: http://www.antennamusicfactory.com/

Distribuzione digitale: www.believedigital.it

Distribuzione fisica: www.master-music.it

Facebook ufficiale: https://www.facebook.com/Blindur/?fref=ts

 

I BLINDUR RACCONTANO L’ALBUM TRACCIA PER TRACCIA

 

1. Aftershock

È stata scritta a Dublino nella primavera del 2015. Il titolo riprende il nome di un noto drink non propriamente analcolico (per usare un eufemismo). Tutto corre veloce sul filo di quello che saremmo potuti essere e non siamo diventati, il posto in cui avremmo potuto vivere e che abbiamo deciso di lasciare. Non c’è nostalgia, non ci sono rimpianti, solo la consapevolezza che tutto non si può avere, tutto non si può fare... ma quanto è bello perdersi dietro ad un sogno.

 

2. Canzone per Alex

Con questo brano abbiamo vinto il Premio Fabrizio De Andrè 2015.

Fu scritta alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012, quando esplose il caso di doping di Alex Schwazer. Solo nell’inverno 2015 abbiamo pensato di farla ascoltare al diretto interessato, che ha enormemente apprezzato il nostro sostegno e da quel momento è nata una meravigliosa amicizia tra noi.

Alex è il protagonista di una clamorosissima ingiustizia, una vittima della mafia sportiva, un ragazzo come un altro che ha dovuto pagare un prezzo troppo salato per una leggerezza, o forse è solo il prezzo che paga chi ha troppo talento ed è troppo puro.

C’è qualcosa che parla, in realtà, di noi e della nostra cattiveria nel giudicare gli altri, nel consegnare troppo facilmente etichette, ma anche nel volerci costringere a non perdere mai, a essere sempre e comunque i primi.

 

3. Solo andata

La nostra generazione è composta, per la stragrande maggioranza, da viaggiatori, per piacere, per lavoro, per scappare, per capire. Tutto deve entrare nella nostra valigia: le paure, le convinzioni, i piccoli risultati, le sconfitte; unica inseparabile compagna di viaggio la voglia e il bisogno di andare.

 

4. Foto di classe

Con questo brano abbiamo vinto il Premio Donida 2014, il Premio Nuova Musica Italiana 2015, il Premio Pierangelo Bertoli 2015 ed è stato finalista a Musicultura 2016.

Tutto per Blindur è iniziato da questa canzone nell’estate 2014 quando, dopo il nostro primo live in un pub di Cervia per sigurros.it, fan club nazionale dei Sigur Ros, (la nostra data 0!!),realizzammo l’Ep Casa Lavica live session, totalmente dal vivo e per la prima volta solo in due.

Una notte ti fermi a ripensare a quello che eri ai tempi della scuola, a quanto tempo è passato e a cosa è rimasto di quei giorni... tutto è cambiato, le persone nella tua foto di classe, che erano il tuo universo, ora sono “chi sa dove”, ma tu con le tue paure e i tuoi sogni sei sempre lo stesso, sempre tu, diverso ma uguale, sempre tu.

 

5. XI agosto

Nella caldissima notte dell’ XI agosto 2014, mentre Cardito, il paesino della provincia napoletana in cui abitiamo, si rassegna al caldo, alle zanzare all’incontrollato vagare notturno di auto con musica disco, ci colse l’inaspettata notizia che Mr Robin Williams se ne era andato per sempre. E’ venuta così la voglia di fare qualche domanda a questa pazza vita, che, quando serve, pare che non ci sia mai... anche se poi, alla fine, ha sempre ragione lei.

 

6. Vanny

Il tuo amico di sempre, quello con il quale hai iniziato a giocare per strada da bambino, quello con cui hai iniziato a suonare da ragazzino, quello con cui hai bevuto la prima birra, quello con il quale hai condiviso talmente tanta di quella vita che quasi ti sembra impossibile, proprio quel tuo amico un giorno viene a salutarti al portone di casa "vado in Germania" - "e quando torni?" - "vado a vivere li...". E tutto intorno crolla, il dolore ti prende a morsi, ma qualcosa dentro te è felice perché ricordi bene quante volte avete parlato di fughe, di scappare e non tornare più in questa maledetta provincia. Lui è il primo, lui sta dando una forma concreta ai suoi, ma anche tuoi, sogni, lui per tutto questo coraggio è un eroe. Così ti viene solo di abbracciarlo più forte che puoi, trattenendo il pianto e dicendo "però non tornare Vanny".

 

7. Imprevedibile

Scritta insieme a Cyen, alias Carola Moccia, cantautrice attualmente parte del duo elettronico YOMBE.

Si cambia, è inevitabile, ci si trova nell’occhio del ciclone e non si ha assolutamente idea di come se ne possa venir fuori, non scarseggiano mai ostacoli e interrogativi e tu non sai mai dove sta la verità. Allora vale la pena prendere tutto come un gioco, come una corsa, e, alla fine, è bello scoprirsi sempre nuovi, sempre diversi.

 

8. Contrometafore

Odiamo le canzoni che parlano della musica e dei musicisti, ma questa canzone parla proprio della musica e dei musicisti! Contraddittorio? Sì, più o meno, come tutto in questa canzone. Una serie di giochi di parole, di immagini tratteggiate, di esercizi di stile per descrivere quanto frustrante, quanto meravigliosa, quanto testarda, quanto illogica, quanto assurda sia la scelta di vivere di e per la musica.

 

9. Lunapark

quasi si direbbe "una canzone d’amore", violenta e splendente, di chiarissima ispirazione sigurrossiana. Ci vuole molto coraggio a parlare sinceramente dell’amore... speriamo di essere stati all’altezza.

Fonte: Big Time Web




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