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Mercoledì 18 Marzo 2015
Al Pubblico Nemico: Chitarra
  • IL CHITARRISTA DA SPIAGGIA: incontrastato sovrano dell’età adolescenziale, delle feste estive e delle merendine pasquali; gode di popolarità e ammirazione finché il suo migliore amico, cornificato e vendicativo, non gli chiederà una canzone fuori dal suo repertorio. E grazie a quel dimonio di Malmsteem (lo conosci, tu? Sai suonare come lui?) – riconquisterà la donna rubata e riderà alla Burt Simpson.
    Destino preconizzato: cover band dei Litfiba o di Ligabue.
    Antidoto: dichiarare sempre 16 anni, anche se sessantenni con prostatite acuta.

  • IL CHITARRISTA MANIACO: «tu non puoi capire!»; è questo il mantra del chitarrista maniaco che incarna la nemesi del chitarrista da spiaggia. Indiscutibilmente solista, il chitarrista maniaco avvincerà gli astanti per tre minuti grazie a scale mutuate dal frullare
    Vai/Van Halen/Satriani/Petrucci/Gilmour;
    li stupirà per altri cinque minuti mescolando
    Tafolla/Metheny/Govan/Fripp/Boillet;
    li stremerà per un altro quarto d’ora concertando
    Timmons/Rhoads/Moore/Friedman/Desiderio
    – per poi insultare tutti dopo che una voce dal pubblico avrà paventato un timido: «ma un bel giro di Do, ti fa proprio schifo?».
    Destino preconizzato: o entrare, per miracolo, nei G3 – o ingrassare la schiera delle tribute band Metal, giocando a Guitar Hero.
    Antidoto: iniziare ogni solo di chitarra a pubblico in coma etilico.

  • IL CHITARRISTA RITMICO: detto comunemente «seconda chitarra», è vittima del suo ruolo di seicorde da riff. Il chitarrista ritmico, alla stregua di un riempitivo, non è considerato – se non per i cazziatoni che, inesorabilmente, la prima chitarra e tutti gli altri membri della band, grandineranno sul suo suono «troppo anonimo» e sulle sue manie di protagonismo, unicamente per avere osato esprimere un’opinione.
    Destino preconizzato: serial killer.
    Antidoto: fondare un gruppo proprio; eleggersi prima chitarra e vessare un altro chitarrista ritmico, in un circolo vizioso, in uroborica istigazione al chitarristicidio.

  • IL CHITARRISTA RICICLATO: apoteosi dell’agnello sacrificale, il chitarrista riciclato è quello che, per penuria di membri, è riqualificato come bassista. Similmente: bassista che, sempre per motivi contingenti, è riciclato come chitarrista.
    Destino preconizzato: insultato senza pietà, da bassisti e da chitarristi.
    Antidoto: essere Lemmy Kilmister. In alternativa: dedicarsi al sintetizzatore perché, in carcere, sarà l’unico compagno di cella ammesso (giacché i chitarristi ritmici, da tempo, vivranno tutti rinchiusi e reclusi in qualche manicomio criminale, ma in Alaska).

  • IL CHITARRISTA INCOMPRESO: detto anche «3accordimbarazzanti», il chitarrista incompreso lacrima più tragedie di quante narrate da Florence Montgomery; ha una vita jazz; un’anima blues; un carisma punk e una sonorità funky con punte noise. Ignorato dai contemporanei, è conscio essere «lo meglio», ma il mondo non è pronto per la Sua rivoluzione musicale.
    Destino preconizzato: insegnante di chitarra per giovani emo distimici.
    Antidoto: plagiare i Ramones o trovare una iena commerciale come il manager dei Sex Pistols.

  • IL CHITARRISTA HOBBISTA: infermità per eccellenza. Capace d’intendere e di volere, il chitarrista hobbista – assicuratore, barman, commercialista, droghiere, ferroviere, ingegnere – giurerà umiltà, rispetto per i chitarristi professionisti e si scuserà per occupare un palco che non ha sanguinato, che non si è meritato. Ribadirà che suona la chitarra solo per divertirsi, salvo poi sentirsi Criss Oliva e insultare chi, benché si mantenga come possa sopravvivendo d’Arte, cerchi di produrre e diffondere brani originali.
    Destino preconizzato: talent show televisivo o sagre di paese.
    Antidoto: non pervenuto.

  • IL CHITARRISTA POETA: il «brutto male» della seicorde, giacché siamo tutti politically correct e non posso scrivere sia il cancro della seicorde. Il chitarrista poeta è paraculo e – ficcando il jack nello sfintere del pietismo – parassita ogni morto celebre (da De Andrè a Gaetano; da Modugno a Stratos; da Tenco a Jannacci). Mosso da purissimo intento sociale, dichiara ogni suo concerto: un omaggio. Ai grandi. Crepati.
    Destino preconizzato: concerto del 1° maggio a Roma.
    Antidoto: essere un Poeta. Maiuscolo.

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